Informazione a cura del Vice Rettore con delega a Trasformazione digitale e intelligenza artificiale, prof. Costantino Grana
All’indirizzo https://qr.unimore.it è disponibile un generatore di codici QR sviluppato e gestito dal Dott. Federico Bolelli.
L’accesso avviene con le credenziali di Ateneo tramite Single Sign-On: l’account viene creato automaticamente al primo accesso, non serve registrarsi.
La differenza rispetto a un generatore qualsiasi è che il codice non contiene l’indirizzo del sito di destinazione, ma un indirizzo del servizio (per esempio https://qr.unimore.it/177). Il collegamento finale può quindi essere modificato in qualsiasi momento: i codici già stampati continuano a funzionare e portano al nuovo indirizzo. È utile soprattutto per locandine, poster, targhe e materiale che resta in circolazione più a lungo del link a cui rimanda.
In sintesi:
- Personalizzazione: forma e colore dei codice, dimensione fino a 4000 px, livello di correzione d’errore, immagine o testo al centro, con sfondo di forma, dimensione e colore a scelta.
- Controllo di leggibilità: prima del salvataggio ogni codice viene riletto da un decodificatore e, se non risulta leggibile, il sistema lo segnala.
- Statistiche: numero di scansioni per progetto e per singolo codice, paese di provenienza, filtri per periodo e mappa.
- Eventi: intervalli di tempo su uno o più progetti, per contare le scansioni di un convegno o di una giornata di orientamento.
- Condivisione: un progetto può essere condiviso con colleghi in lettura o in modifica, oppure reso consultabile tramite un link di sola lettura.
- Ogni progetto può contenere fino a 5 codici.
Al primo accesso è disponibile una breve guida interattiva che mostra le funzioni principali. Il sito può inoltre essere installato come applicazione su telefono e computer.
Sui dati raccolti: ogni scansione viene registrata con data e ora, indirizzo IP e paese ricavato dall’IP. Questi dati servono a produrre le statistiche e sono visibili solo a chi ha accesso al progetto.
Al momento il servizio viene eseguito sull’infrastruttura di calcolo presso l’AI center, ma verrà poi migrato sui server di ateneo, per una maggiore robustezza.
